domenica 24 ottobre 2010

Dolomiti, dodici giorni sui colossi d'Italia (ultima parte)

Pittoreschi riflessi sul Lago di Ghedina

-Decimo giorno
Giro del Col dei Bos. Una classica escursione di media difficoltà praticabile sulle Dolomiti d'Ampezzo. Purtroppo il mio scarso allenamento si farà sentire, e nonostante la difficoltà non eccessive e il dislivello non di certo impegnativo, arriverò alla prima sosta, la Forcella Travenanzes, con la lingua per terra. Da qui si ammira un bel panorama sulla Valle Travenanzes, un'ampia conca circondata da torri di roccia e delimitata in fondo dalla parete di una delle Tofane. Uno dei migliori scorci sarà visibile dopo circa un'ora e mezza di cammino, oltre la Forcella Col dei Bos. Da qui si avvistano alcune delle principali vette dolomitiche: il Pelmo, il Sorapis, le Tofane, Le Cinque Torri. In seguito incontriamo una fontanella ricavata nell'incavo di un tronco: l'acqua è fresca e deliziosa. Dopo esserci rifocillati, attraversiamo una galleria scavata nella roccia, per raggiungere il luogo che più mi ha impressionato dell'intera escursione: le Torri di Falzarego. Si tratta di tre giganteschi monoliti, nell'ammirare i quali, da una distanza di poche decine di metri, non si può non provare un senso d'inquietudine. Sembra di trovarsi al cospetto di un'enorme onda marina che nell'istante di massima elevazione sia stata tramutata in roccia e rimasta così immortalata. Alla base delle torri sono inoltre visibili i resti di un antico insediamento, presumibilmente militare, che rendono il luogo ancor più suggestivo.
La gita si conclude con la notizia dell'Italia sbattuta fuori dai mondiali dalla Slovacchia. A parte questo, bella esperienza!
-Undicesimo giorno
Lago di Ghedina
Non avevo grandi aspettative dal Lago di Ghedina, ma ho dovuto ricredermi. Sono rimasto rapito da questo grazioso angolo di pace nascosto nel cuore di un piccolo bosco a pochi km da Cortina. L'acqua, cristallina come mai mi era capitato di ammirare in un lago, riflette il verde degli alberi che la circondano, assumendo tonalità incantevoli. Il verde in alcuni punti è così acceso da sembrare dipinto. E' possibile aggirare il lago in pochi minuti, attraversando un paio di ponticelli di legno; un percorso breve, ma appagante per i pittoreschi scorci.  Consiglio vivamente una visita a chiunque stia progettando una vacanza a Cortina.
-Dodicesimo giorno
Cime di Lavaredo
Meta obbligata per chi visita le Dolomiti, ed obbligato è anche il prezzo. Sì, la strada che conduce a questo capolavoro naturale prevede un pedaggio pari a ben 20 euro se l'accesso avviene in auto, e 30 se si procede in camper. Una sorta di “autostrada” insomma. Precisiamo che il tratto di strada soggetto a pedaggio copre non più di cinque chilometri. Ovviamente io mi rifiuto di sottostare a questo ricatto, e decido di parcheggiare il camper presso il Lago di Misurina (anch'esso a pagamento, ma “solo” 8 euro) per poi prendere poi il bus che ci condurrà vicino alle Cime. Purtroppo ciò comporterà dei limiti di tempo: l'autobus parte alle 15 e torna alle 17. L'escursione sarà quindi abbastanza rapida. Di buon passo riusciamo comunque a raggiungere la Forcella oltre la quale è possibile ammirare le famose pareti delle Tre cime. Il panorama rende, senza dubbio, giustizia alla loro fama: in particolare, la Torre centrale offre uno spettacolo veramente memorabile. Un titanico monolito, dalle pareti quasi lisce, che si innalza al cielo. Ma al di là del senso di stupore ed ammirazione, ciò che rende questo luogo davvero caratteristico è l'atmosfera da cui è pervaso: le tre cime che svettano sole nel mezzo di un'ampia conca detritica, ricordano le sembianze di un tempio o di qualche antico monumento, simili ai nostri menhir, ma frutto dell' opera di gigantesche creature. Osservarle al chiaro di luna, immerse nel silenzio, senza turisti che gironzolano, dev'essere un'esperienza dal fascino unico.

Conclusioni: i dodici giorni sulle Dolomiti mi hanno permesso di provare emozioni, per certi versi, irripetibili. Penso che la maestosità e, soprattutto, l'eleganza di queste montagne trovino ben pochi eguali, non solo in Italia, ma nell'Europa intera. Tuttavia, mi sono dovuto scontrare anche con l'ennesimo esempio di “logiche umane” , il cui obiettivo principe rimane sempre lo stesso: il guadagno. Funivie, seggiovie, hotel, bar, ristoranti, negozi, chiasso, divieti: purtroppo anche questo sono le Dolomiti, tipico esempio di natura “impacchettata” e venduta sul mercato al miglior offerente. E io sono stato uno di quegli offerenti. Con questo non voglio dire che le Dolomiti non siano un luogo incontaminato, anzi. E' semplicemente un concetto di natura, e nella fattispecie, di montagna, diverso dal mio. Abituato agli sterminati altopiani abruzzesi, dove regnano soltanto animali, fiori, rocce e silenzio, confesso di non aver potuto apprezzare, o meglio, assaporare, interiorizzare e dunque vivere appieno l'indubbia bellezza di queste montagne. D'altronde, non si può avere tutto...oppure, qualche volta, si potrebbe?




4 commenti:

vagabond ha detto...

Beh... che dire... ho sempre amato la montagna, i sentieri, lo spazio e la solitudine di questi luoghi. Preferisco personalmente il mare per viverci, ma indiscutibilmente, qualche settimana sui sentieri, tra le vette, nei boschi...eh sì... non credo vi sia nulla di più rigenerante. Complimenti Ricky, che invidia. Le foto, bellissime, sono davvero invitanti
Fabio

Ricky ha detto...

Ciao Fabio! Senza dubbio le mie origini abruzzesi sono ben radicate fra alberi e rocce piuttosto che su spiagge e scogliere...ma devo dire che anche alcune zone di mare hanno il loro fascino indiscutibile. Ricordo che rimasi folgorato dal Gargano e sarà sicuramente una delle prossime tappe dei miei viaggi..
per ora mi attende l'oceano di Gran Canaria, selvaggio, maestoso, da ammirare magari dalle splendide scogliere del nord-est..
speriamo ci si possa beccare lì, se torni per l'inverno

ImFromItaly ha detto...

Le Dolomiti sono montagne importanti, ma io apprezzo moltissimo i paesaggi fra il Lazio e l'Abruzzo, partendo quindi dai Monti Lucretili fino al Parco nazionale; se da un lato possiamo considerare questi luoghi più "abbandonati" rispetto a quelli del Nord, dall'altro lato è innegabile che l'abbandono assicura un più reale contatto con la Natura, meno filtrato ed adattato alle esigenze umane.


The wild-abruzzz? :-D eheh

Ricky ha detto...

Ciao Im...dicendo queste cose a me, sfondi una porta aperta! Purtroppo la bellezza di alcuni luoghi deve rimanere incontaminata e, in un certo senso, "abbandonata". Solo in tal modo è possibile preservarne il fascino autentico..
d'altronde un paese abbandonato è forse meno caratteristico di uno restaurato fino all'ultima pietra? Sono bellezze diverse, che rispondono a diverse sensazioni..
Sarò anche di parte ma, dovessi scegliere...non avrei dubbi: Abruzzo mille volte!

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