lunedì 2 agosto 2010

Bosco Martese: apoteosi di verde e silenzio

Uno scorcio di quella meraviglia chiamata Bosco Martese

22-23-24 Maggio
Area sosta di fronte sentiero di imbocco al Bosco Martese, paradiso in tutti i sensi
L'Abruzzo è una continua scoperta di meraviglie, e il Bosco Martese è da ritenersi una delle più sorprendenti. Trovo inspiegabile il fatto che un simile capolavoro della natura non abbia una fama tale da renderlo meta prediletta per turisti ed escursionisti...ma, come dico sempre, da un certo punto di vista preferisco di gran lunga che sia così.
Avevo già percorso il sentiero che, attraverso il bosco Martese, conduce alla Cascata della Morricana, tuttavia mi sono accorto solo ora di una serie di particolari che in quell'occasione non avevo assolutamente apprezzato.
In primo luogo, per agevolare la percorrenza del primo, lungo tratto di sentiero pianeggiante, abbiamo deciso di affittare due bici. L'idea si è rivelata davvero azzeccata, e ci ha permesso di accostarci a questi luoghi in modo comodo, divertente, e originale.
Dunque percorriamo pedalando i primi 5km di sentiero, fermandoci di tanto in tanto ad osservare le meraviglie che ci circondano. C'è solo un aggettivo con cui poter riassumere il Martese: avvolgente. Non appena ci si immette nel sentiero si è subito avviluppati dalla quiete, dal profumo delicato della vegetazione, e dalla penombra che qui regna perenne. Inizio a scattare foto, attirato dalle bellezze che si celano in ogni angolo, e di tanto in tanto ci soffermiamo sul ciglio del sentiero, scrutando il bosco che digrada in vertiginosi pendii ricoperti di foglie.
Ovunque si volga lo sguardo, gli alberi s'innalzano a formano un fittissimo mosaico verde. E proprio su questo verde vale la pena soffermarsi: il fogliame del Martese ostenta un colore così brillante da lasciare stupefatti, specie se considerato in contrasto con i toni rossicci del sottobosco. Perfino i tronchi, dai fusti chiari, altissimi e filiformi, sembrano “luminosi”.
Ma le bellezze non finiscono qui: non si può non rimanere indifferenti di fronte alle macchie di luce che screziano il sottobosco, e quando ci si affaccia sui pendii che sprofondano nella valle, dove la luce del sole giunge appena, la fantasia si inoltra verso i luoghi misteriosi che si nascondono laggiù, e ancora oltre, fino ai recessi più remoti del bosco.
Menzione a parte va fatta poi per l'acqua: non siamo qui in un luogo dove l'acqua si rivela impetuosa, come avviene ad esempio nelle Cento Fonti; questa è un'oasi di pace, dove l'acqua sussurra appena scendendo placida dalle rocce, o scavando esili strade fra il fogliame.
In alcuni momenti, poco prima di avvistare una cascatella o un piccolo torrente, emerge dal silenzio un suono carezzevole, pare quasi di udire un canto. Lungo questi sentieri dove domina il silenzio e il cinguettio degli uccelli, l'acqua che si fa annunciare così: col suo fruscio ipnotico, lieve e costante.
Forse il luogo in assoluto più affascinante dell'intero percorso è stato una radura che abbiamo raggiunto deviando di un centinaio di metri rispetto al sentiero.
Qui siamo in una terra incantata, dove i raggi del sole non penetrano. Da un momento all'altro sembra di poter incontrare il calderone dove una strega ha preparato le sue pozioni durante la notte. Siamo circondati e sovrastati da alberi di rara bellezza ed imponenza: pini giganteschi di color verde cupo si alternano a faggi ancor più maestosi le cui fronde arrivano a toccare altezze di venti-trenta metri. Il sottobosco, ricco di funghi, è un tappeto di foglie incredibilmente soffice, e mentre camminiamo l'eco dei nostri passi si diffonde attraverso questa immensa cattedrale di alberi: il senso di magia è inspiegabile. Poi, quando soffia il vento, queste mastodontiche creature sembrano parlare: i rami più alti gemono e scricchiolano, mentre le maestose fronde frusciano ondeggiando e sfiorandosi l'un l'altra.
E' un'esperienza che coinvolge tutti i sensi. E' un luogo che difficilmente dimenticherò: un vero e proprio tempio della natura.
Per concludere, non posso che ringraziare ancora il mio camper. Nonostante ogni tanto mi crei qualche casino (purtroppo è un po' vecchiotto), senza di esso non avrei mai potuto scoprire tante meraviglie, e soprattutto non avrei avuto tanto tempo e libertà per ammirarle.
Svegliarsi al mattino col cinguettio degli uccelli, per poi aprire la porta del camper e trovarsi di fronte il frondoso sentiero d'imbocco del Martese, respirando l'aria di montagna, è un'esperienza che secondo me in molti dovrebbero provare.
Osservare le stelle che brillano sulle fronde oscure degli alberi.
Immergersi nel silenzio della pace e della libertà.
Questo per me è Vivere.
A presto Bosco Martese.




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