sabato 20 settembre 2014

"Il Giro del Mondo in Camper? Io l'ho fatto." L'incredibile storia di Cesare Pastore.

giro del mondo in camperSette anni di viaggio, alla scoperta dei luoghi più belli del mondo. 
Tutti i continenti visitati. 
137.000km di strada. 
Ben 42 paesi raggiunti. 
Numeri che fanno impallidire anche i più accaniti viaggiatori su quattro ruote. 
Cesare Pastore e sua moglie hanno fatto tutto questo, in camper. 
Impossibile? Ho chiesto a Cesare di raccontarci com'è andata...ed ecco a voi l'intervista.

1) Benvenuto Cesare. E' un vero onore per me poter oggi raccogliere la tua testimonianza. La prima domanda che viene da porsi è: quale motivazione può spingere due persone non più giovanissime a compiere una tale impresa?
La motivazione per intraprendere un lungo viaggio deriva da avere sognato quel viaggio tutta una vita. Finalmente quando il momento arriva si parte senza farsi troppi problemi perché sai che ogni giorno che trascorre nell'attesa è un giorno di meno di viaggio e in definitiva di vita.

2) In molti si chiederanno se un viaggio intercontinentale così ambizioso comporti anche notevoli problemi relativi a leggi e burocrazia, in particolar modo nei passaggi di frontiera. Quali difficoltà avete incontrato in questo senso? E come le avete superate? 
Con molta pazienza. Purtroppo alcuni passaggi di frontiera sono piuttosto complessi per via dei poliziotti e doganieri locali che vedono nel turista un'occasione di facile guadagno. In questi casi bisogna rimanere calmi e mantenere un atteggiamento diplomatico.

3) Un viaggio intercontinentale richiede dunque una notevole preparazione e conoscenza preliminare dei luoghi che si intende visitare?
Chi parte per un lungo viaggio ha trascorso tutta una vita su libri di geografia, atlanti e carte geografiche. Si può dire che un hobby, è quella che i tedeschi chiamano Reisefiber, febbre da viaggio, è una fissazione come una malattia.

4) Avete mai subito furti e atti di violenza o vandalismo durante il vostro viaggio?
Furti moltissimi praticamente ad ogni trasbordo navale perché il camper va consegnato aperto, ovviamente tutti gli oggetti di valore erano con noi in aereo. In tutto il mondo i porti sono sempre luoghi poco raccomandabili. In tali situazioni, è meglio non lasciare mai il camper fino all'arrivo della nave. Tentativi di bidoni, truffe e rapine ne abbiamo avute diverse in sud America, ma mai con gravi conseguenze.

5) Come ve la siete cavata invece sul fronte dei guasti, pezzi di ricambio, etc?
Non abbiamo avuto grossi problemi su questo fronte, salvo i normali interventi di cambio olio e filtri. Diverse volte ci siamo trovati a dover sostituire gomme forate, specie lungo i percorsi sterrati. Per il resto, non ritengo obbligatorio portare in viaggio molti (ingombranti e pesanti) pezzi di ricambio: oggi è possibile ricevere tramite corriere espresso qualsiasi pezzo in ogni parte del mondo.

6) La mancata conoscenze delle lingue locali vi ha mai causato problemi?
La conoscenza dell'inglese offre un valido aiuto, ma in alcuni casi si richiedono comunque una buona dose d'intuito e di spirito di adattamento. In Thailandia o in Laos, ad esempio, nessuno è in grado di comprendere alcun idioma all'infuori di quello locale, in altri casi, a causa del diverso alfabeto, rimane perfino difficile capire le indicazioni delle località e delle strade.
7) Come avete selezionato le zone più tranquille e sicure in cui sostare durante la notte? Avete mai subito tentativi di intrusione in camper?
La notte ci fermiamo scegliendo il posto sempre prima che faccia buio. Mai in posti troppo isolati, mai in quartieri poveri o malfamati. Ci ha aiutato molto l'esperienza e un po' di naso. Qualche volta di notte ci hanno bussato alla porta, ma non abbiamo mai aperto: ci siamo affacciati solo dal finestrino di cucina. Spesso si trattava di gente curiosa o ubriachi.

8) Come avete affrontato il problema della salute e dell'alimentazione?
Fortunatamente non ci è mai capitato nulla di serio. Ciò è dovuto sicuramente al fatto che abbiamo sempre fatto la spesa nei mercati locali, acquistando frutta, carne, pesce etc che cucinavamo in camper.
9) Vi è mai capitata un'occasione di particolare pericolo o difficoltà in cui avete avuto la forte tentazione di tornare a casa?
Di rado ci è capitato di finire in situazioni pericolose. L'unica occasione di vero spavento si è verificata a causa di una nostra scelta avventata: abbiamo deciso di attraversare la Cordigliera del Buey, in Colombia, a oltre 4500 metri di quota, per una stretta mulattiera che tagliava la montagna costeggiando precipizi vertiginosi. In questi casi si viene colti da sconforto ed è normale avere nostalgia di casa: tuttavia, con calma e determinazione, si superano anche queste difficoltà.

10) Cosa puoi dirci del camper con cui hai compiuto quest'esperienza epica?
Un impegno di questo tipo richiede un camper robusto sotto tutti gli aspetti: struttura camionistica e telaio costruito con longheroni d'acciaio. In base a ciò, abbiamo reputato l'Iveco Daily un valido mezzo. Riguardo la cellula abitativa, per ottenere il massimo della solidità anche su strade sconnesse, il monoblocco in vetroresina è la scelta preferibile. Abbiamo inoltre montato uno schermo in plexiglass davanti al parabrezza, in modo da proteggere il cristallo da eventuali pietre. Altre modifiche hanno interessato il filtro dell'aria (ne abbiamo montato un secondo) e il montaggio di ammortizzatori rinforzati.

11) Avete mai conosciuto culture e realtà sociali (di guerra, povertà...) che hanno lasciato un segno indelebile nella vostra vita?
Nei nostri viaggi l'impressione che ha lasciato un ricordo indelebile è stata l'India. Viaggiare in camper in India è di per sé un'esperienza unica. Si è sempre sommersi nella povertà della gente perché si è sempre in mezzo alla strada. Qualche volta abbiamo avuto anche un senso di cattiva coscienza, noi viaggiatori con un mezzo di valore e loro che non hanno da mangiare.

12) Quali sono le Nazioni più ospitali che avete visitato, considerando l'accoglienza del turista, il costo della vita, la burocrazia, etc?
I paesi più ospitali sono stati quelli Sud America, anche per la forte presenza di discendenti italiani. Ovunque inviti, consigli, ospitalità a passare la notte con il camper.

13) Quanto è costato all'incirca il vostro viaggio?
Meno di quanto si possa pensare. Considerando cibo, campeggi, carburante, attrazioni turistiche (musei, etc), ho calcolato una media di spesa di 40€ al giorno per due persone, circa 1200€ al mese. Non mi stancherò mai di ripetere che quando si viaggia occorre una buona dose di determinazione, motivazione e creatività, piuttosto che di danaro.

14) Una volta tornati a casa, avete provato nostalgia? E' stata dura tornare alla routine quotidiana?
Nonostante la gioia di riabbracciare amici e parenti, il rientro alla quotidianità richiede un certo periodo di assestamento. Dopo aver vissuto esperienze tanto intense, la vita “normale” può rivelarsi banale, e il pensiero torna immancabilmente ai luoghi e alle persone che hai conosciuto.

Se volete saperne di più sull'esperienza di Cesare Pastore, consiglio di accedere al suo sito www.campervagamondo.it, dove potrete anche contattarlo per acquistare “Vagator”, il libro in cui Cesare racconta in dettaglio il suo grandioso viaggio attraverso il mondo.




1 commenti:

Daniele ha detto...

Complimenti a Cesare e a sua Moglie, avete coraggio da vendere ! Anch'io come tutti voi sono un grande appassionato di Camper (e conto di andarci a vivere quanto prima !) Tuttavia, nonostante la mia giovane eta' non me la sentirei di avventurarmi come i nostri amici... I rischi sono troppo grandi (basta una banale disavventura per rovinarti il viaggio e la vita...) Ma cio' non toglie il mio elogio verso Cesare e sua Moglie ! Bravi e Ancora Complimenti...

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