lunedì 11 agosto 2014

Canyon da brivido, fiumi impetuosi e borghi caratteristici nel grande Parco Nazionale delle Cevenne (Francia)

gola del <br /><br />tarnIl viaggio nella splendida terra di Francia prosegue nella natura incontaminata dell’immenso Parco Nazionale delle Cevenne. Un autentico paradiso che copre quasi 1000 chilometri quadrati, le cui mete più conosciute, le Gole della Jonte e le Gole del Tarn, non mancheranno di stupire chiunque, dall’amante della natura al turista in cerca di luoghi tranquilli dove percorrere una vacanza. I borghi che ospita il parco, come il favoloso St. Enimie, o La Malène dove è possibile affittare canoe per intraprendere la discesa del fiume Tarn, e gli altri villaggi nascosti fra monti e colline, completano quello che è senza dubbio uno degli angoli più belli dell’intera Francia. Nell’articolo che segue, vi accompagnerò a scoprire questo scrigno di meraviglie. Buona lettura!
 

TAPPA 5 (tre giorni)
PARCO NAZIONALE DELLE CEVENNE: Parco Esotico “La Bambouseraie” - Abime Bramabiau – Gole della Jonte e del Tarn – Paesi caratteristici e borgo medievale St. Enimie

Parco Esotico “La Bambouseraie”. Trovato per caso sopra uno dei tanti volantini presenti nel camping di Avignone, questo parco si è rivelato un'incredibile sorpresa. Il parco di trova sul tragitto che ci porta alle Gole delle Cevenne, dunque decidiamo di visitarlo, attirati dalla possibilità di osservare da vicino piante quasi del tutto assenti in Europa, ovvero i bambù. Solo  in seguito ci siamo resi conto che questo parco offre molto di più. Oltre ai magnifici bambù (di cui troverete nel parco le specie più svariate e scoprirete notizie incredibili – sapevate che alcuni bambù sono utilizzati per la costruzioni di ponti, essendo solidi quanto l'acciaio?) troverete qui rari esempi di sequoie giganti (certo, in California è possibile ammirare esemplari che superano i 100 metri, ma anche queste non scherzano, ve l'assicuro), la ricostruzione di un giardino Zen di indicibile bellezza e di un piccolo villaggio in bambù del Laos (di cui trovate un esempio in foto), serre con piante carnivore, un'area deputata ai giardini acquatici con foglie di loto. E ancora: alberi e piante incredibili, di cui non avrete di certo mai sentito parlare (uno su tutti: un albero che resiste al fuoco!), un'intera – seppur piccola per ovvie ragioni – foresta di bambù. Ma le parole non bastano: bisogna visitare questo luogo d'incanto, passeggiare con calma fra i suoi mille sentieri, respirare la fragranza di piante e fiori che vi accompagnerà per tutta la visita: solo così potrete apprezzarne il fascino e la bellezza.  Per noi europei, si tratta di un vero e proprio luogo da sogno, dove poter vivere atmosfere immerse in una natura rigogliosa, a noi sconosciuta. Consiglio di soffermarsi in questo paradiso almeno un pomeriggio intero, ma sarebbe molto meglio sfruttare appieno tutta la giornata. Ciliegina sulla torta: il parco è disseminato di piccoli altoparlanti, non invasivi, che spiegano (in ben 6 lingue diverse, fra cui l'italiano), le principali nozioni e curiosità riguardanti le diverse specie.
In una parola: imperdibile.
VOTO AL PARCO: 9
bambuseraie
Un edificio costruito interamente in bambù, visibile nel parco

Orrido di Bramabiau. Uno spettacolo naturale di sicuro impatto. Si tratta di una fessurazione, molto profonda ed angusta, scavata fra due rupi rocciose, attraverso cui scorrono acque impetuose. Trovato grazie a uno dei tanti volantini (presenti in abbondanza in ogni meta turistica visitata: credo che abbiamo molto da imparare dai francesi in quanto a promozione del turismo) raccolti al termine della visita del parco Bambouseraie, l'orrido di Bramabiau (in francese Abime de Bramabiau) si è rivelata un'esperienza davvero interessante e originale. Il luogo non assomiglia a nessuna delle tante (e splendide) grotte cui siamo abituati in Italia. Si tratta infatti di un vero e proprio orrido, una gola chiusa, stretta e insidiosa, scavata nella roccia. Per questo, al contrario di una “grotta classica”, l'orrido in questione non presenta eleganti concrezioni stalagmitiche o simili, ma in compenso offre uno spettacolo di notevole impatto. Purtroppo la visita guidata era in francese, ma ci è stato fornito assieme al biglietto d'ingresso un opuscolo in italiano che sintetizza le principali descrizioni relative al luogo. Il termine Bramabiau significa letteralmente “toro che muggisce”, definizione derivante dall'impressionante suono prodotto dall'ultima cascata, il cui boato, secondo la tradizione locale, ricorda il muggito di un toro: in effetti, il tuono dell'acqua e delle cascate, che risuona per buona parte della visita fra le enormi, tormentate pareti a picco dell'orrido, distanti in alcuni tratti pochi metri l'una dall'altra, è veramente da brividi. Consiglio una visita se passate da Meyrueis, da cui il sito dista 17km circa (in ogni caso, Meyrueis è un passaggio obbligato per poter percorrere l'anello delle famose Gole de la Jonte e del Tarn, di cui parlo di seguito).
VOTO AL SITO NATURALISTICO: 7½ – 8
bramabiau
Le passerelle serpeggiano fra gli angusti passaggi dell'orrido


Gole de la Jonte e del Tarn. Cuore del Parco delle Cevenne e meta prediletta per chiunque desideri visitare questa zona della Francia. Parlando delle Cevenne, è necessaria una premessa: il territorio del parco copre oltre 300.000 ettari, una vastità decisamente inusuale (per lo meno rispetto ai Parchi naturali italiani), che richiede dunque molto tempo per poter essere visitata ed apprezzata appieno. Si tratta di un vero e proprio mondo a parte, dove, fra immense praterie, altipiani e macchie di conifere, sorgono paesini sperduti. Anche soltanto guardandosi intorno durante il tragitto in camper, è possibile rendersi conto di quanto sterminato, selvaggio e incontaminato sia questo Parco. Tornando dunque al 'pezzo forte', diciamo subito che le Gole delle Cevenne non sono paragonabili a quelle del Verdon in quanto a 'impatto visivo', ma hanno altre peculiarità. Le Gole de la Jonte, visibili fra Meyrueis e Le Rozier, sono famose per la particolarità delle formazioni rocciose (purtroppo poco apprezzabili dalla strada...è necessario avvicinarsi a piedi, attraverso i vari sentieri) e per la presenza di numerosi rapaci. A pagamento, è anche possibile effettuare una visita guidata alla così detta 'terrazza degli avvoltoi' (la troverete a una decina di km da Le Rozier), ottimo punto per l'osservazione di questi animali. Più spettacolari, a mio parere, sono le Gole del Tarn, una profonda ed ampia fenditura (al contrario del Verdon, dove le pareti sono decisamente più anguste) che offre il miglior punto d'osservazione dal così detto Point Sublime, raggiungibile da La Malène o da Les Vignes. Punto di forza delle gole, lo splendido e selvaggio fiume Tarn, di un color smeraldo acceso: è possibile solcare il fiume noleggiando imbarcazioni in uno dei tanti paesi disposti lungo la Gola. Un vero e proprio paradiso per chi ama il rafting, dunque, poiché il fiume, in genere piuttosto tranquillo, presenta anche alcuni tratti davvero 'adrenalinici'. Il tutto è completato da boschi, gigantesche formazioni rocciose a picco, paesini davvero caratteristici che sorgono nelle vicinanze del fiume. Un luogo d'eccezione, dunque, dove uomo e natura, convivendo in armonia, hanno dato vita a una sorta di 'mondo parallelo' che vale davvero la pena essere visto, anzi, vissuto. E' indubbio che le Gole del Verdon garantiscano al visitatore 'di passaggio' (come può essere un camperista) uno spettacolo  imbattibile, ma le Cevenne, a mio parere, offrono un ambiente decisamente più ricco, vasto e variegato, da vivere.
VOTO AL SITO NATURALISTICO: 8 (come ripeto, è un voto da 'visitatore di passaggio'...per chi ha tempo, ed ama le escursioni e soprattutto il rafting, il discorso cambia).
gola del tarn
Lo stupefacente affaccio sulle Gole del Tarn, dal Point Sublime

  
In canoa fra le maestose rupi delle Gole del Tarn

St. Enimie (e altri paesi). Nel Parco delle Cevenne (e nella fattispecie a ridosso delle Gole del Tarn) sopravvivono numerose realtà nascoste, paesini, piccoli villaggi costruiti con pietre a secco, da non sottovalutare, e per molti aspetti, almeno secondo il mio punto di vista, spesso più affascinanti dei più famosi e conosciuti paesi provenzali. Uno dei maggiori esempi, è senza dubbio St.Enimie: nel cuore delle Gole del Tarn, questo magnifico borgo medievale, perfettamente preservato e considerato fra i più belli di Francia, merita assolutamente una sosta. Le botteghe, gli scorci, il panorama sulle gole dalla cima del paese, sono davvero incantevoli. Se capite il francese, potrete leggere le varie tabelle sparse per le viuzze, che forniscono spiegazioni e curiosità sulla vita del paese all'epoca medievale (ad esempio, come si svolgevano i mercati, note folkloristiche, etc.) e altre informazioni utili riguardo l'architettura degli edifici. Un vero gioiello, non c'è che dire.
VOTO AL PAESE DI ST. ENIMIE: 8
st.enimie
St.Enimie, delizioso borgo medioevale perfettamente conservato




4 commenti:

Cristian ha detto...

Se sosto nella AA di Castellane riesco a visitare le gole del verdon ed il grand canyon?

Riccardo McOtter ha detto...

L'area migliore per le gole del Verdon è quella di Trigance...buon viaggio!

Cristian ha detto...

Da trigance riesco a visitare le gole a piedi? Non voglio visitare il posto in camper fermandomi di volta in volta nei punti panoramici. Voglio fare i sentieri che ci sono nei pressi delle gole.
Grazie per le risposte :)

Riccardo McOtter ha detto...

A meno che tu non abbia uno scooter o bici elettrica, non potrai mai visitare tutte le gole a piedi: considera che l'anello di tutte le gole copre un centinaio di km!!! L'unico percorso a piedi è quello che percorre il fondo delle gole, lungo una quindicina di km se non ricordo male, e molto suggestivo, ma in tal modo perderai il brivido ineguagbliabile di osservare le gole dall'alto dai punti panoramici segnalati lungo la strada di volta in volta. Io l'ho fatto in camper due volte, ti assicuro che è il modo migliore per godere di questo magnifico luogo...

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...