mercoledì 19 gennaio 2011

Foreste Casentinesi...se non amate i boschi, lo imparerete qui

Fantasia...


Data: 2-3-4 ottobre 2010
Luogo di sosta: Area sosta camper gratis a Poppi in viale dei Pini, e piazzola fianco strada presso Eremo di Camaldoli

Devo ammetterlo: pur essendo abruzzese, e dunque abituato a perdermi fra immensi boschi e verdi vallate, il Casentino è riuscito a stupirmi e ad affascinarmi oltre ogni previsione. Ho desiderato visitare queste foreste non solo perché da molti considerate fra le più belle e ricche d'Italia, ma anche per il significato spirituale del luogo, che ospita il celebre Monastero di Camaldoli e il Sacro Eremo. L'area che circonda l'Eremo, è gremita di abeti bianchi, una specie rarissima che i monaci hanno piantato, per ettari ed ettari, creando quel magnifico capolavoro naturale conosciuto come il Bosco-Cattedrale di Camaldoli. Mai definizione fu più appropriata: aggirandosi fra questi boschi, si ha davvero impressione d'essere circondati da un “tempio di alberi”, un'unica, colossale cattedrale eretta grazie allo sforzo congiunto di uomo e natura, dove i tronchi, in tutto simili a una fittissima rete di colonne, s'innalzano dritti e robusti a sostenere la volta del cielo. Il silenzio, interrotto soltanto dal fruscio delle foglie e dalle gocce di pioggia, il profumo del sottobosco umido, gremito di funghi e foglie variopinte, non fanno che accrescere l'aura mistica che permea questi luoghi, una sacralità che scaturisce dalla contemplazione, e soprattutto dal rispettoso legame che l'uomo ha stretto con la natura.
A pochi chilometri dell'Eremo, raggiungiamo in camper Prato alla Penna, un ottimo punto da cui iniziare passeggiate ed escursioni per scoprire le bellezze delle Foreste Casentinesi. Ci addentriamo in direzione del Gioghetto: ogni pochi metri sono costretto a fermarmi per scattare una foto. Immaginate un sentiero in dolce pendenza, circondato da una straordinaria varietà di alberi che si estendono da ogni parte a perdita d'occhio, la nebbia che aleggia fra i tronchi, formando in lontananza dense cortine grige, e quando il sole spunta dalle nubi, immaginate questi pennacchi di fumo accendersi e smembrarsi in ventagli di luce, dalla bellezza indescrivibile, che filtrano fra i rami. Immaginate intorno a voi un concerto di gocce d'acqua che, al soffiare della brezza, cadono da una foglia all'altra, fino a bagnare il sottobosco. E la fragranza dell'autunno, le foglie ingiallite, il legno umido, i funghi, quel magico odore che invita a raccontare storie e a ripensare al passato. Se avete immaginato tutto questo, siete vicini a capire cosa ho provato nelle foreste del Casentino.
Indubbiamente i boschi abruzzesi sono più ricchi di fiumi e cascate, e offrono una grande varietà di panorami, soprattutto grazie della severità e vastità delle nostre montagne, eppure questi luoghi sono intrisi di una quiete fascinosa e, forse anche in virtù dell'eccezionale ricchezza e varietà di piante, offrono un tipo di bellezza differente, più aggraziata, fiabesca. In particolar modo gli abeti bianchi, maestosi e irti come torri, suscitano un'ammirazione ineguagliabile, soprattutto nelle ore del crepuscolo, o quando emergono spettrali dalla nebbia. C'è da dire anche che le Foreste Casentinesi, benché meno vaste delle Abruzzesi, mi sembrano più compatte sul territorio, disseminate di agevoli sentieri che si snodano per decine di chilometri, con pendenze mai eccessive che permettono di ammirare le meraviglie di questi luoghi anche a chi non voglia impegnarsi in escursioni faticose.
Per trascorrere la notte, siamo tornati nei pressi dell'Eremo. Qui ci attende una nuova esperienza. Non appena apro la porta del camper per dare un'occhiata fuori, si ode il bramito possente di un cervo. Allora vado a sedermi sul letto posteriore del camper ed apro la finestra, con la speranza di avvistare l'animale. Purtroppo il cervo non si è fatto vedere, ma udire il suo richiamo imperioso fra le tenebre del bosco è stata comunque un'esperienza bellissima, e, come moltissime altre, non avrei mai potuto viverla senza camper. Ho udito il cervo distintamente anche a notte fonda, mentre ero nel mio letto. E' difficile spiegare cosa si prova nel dormire nel bel mezzo di una foresta, accompagnati dal bramito di un cervo che si aggira libero nella notte.
In definitiva, se amate la natura ed in particolare i boschi, non potete prescindere dal Casentino: parola di abruzzese.




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