venerdì 17 settembre 2010

Parma, capolavoro d'arte e non solo

Il maestoso interno del Duomo
Data: 3-4 giugno
Luoghi di sosta: parcheggio Parma centro

Parma, celebre cittadina Emiliana, non ha certo bisogno di presentazioni. E' una cittadina modello: ben organizzata e curata, non caotica, traboccante di parchi. Ed è stato proprio un parco la nostra prima meta: il Parco Ducale.
Un'immensa distesa di viali, prati ben curati, filari di alberi, senza dimenticare il lago. Uno degli aspetti che più mi ha colpito è il silenzio: il rombo delle auto è pressoché inudibile, una qualità davvero da non sottovalutare quando si parla di parchi all'interno di grandi città.
Ma, ovviamente, Parma deve la sua ben meritata fama soprattutto ai capolavori dell'arte di cui trabocca. Purtroppo la nostra è stata una breve visita, e dunque abbiamo avuto tempo di visitare "solo" quattro fra le maggiori chiese della città. Mi limiterò a parlare di quella che mi ha più colpito: il Duomo.
L'esterno ricorda molto un altro importante esempio di tempio in stile romanico, una chiesa abruzzese che conosco molto bene: San Liberatore a Majella.
Tuttavia, il momento che lascia senza fiato è quello in cui si varca il portale: una volta all'interno, si viene letteralmente catapultati in un'altra dimensione. Il sole che abbacina il piazzale esterno è improvvisamente spento in una tenue penombra da cui emergono i colori di un monumentale complesso di pitture rinascimentali.
Affreschi. Affreschi ovunque: sulle arcate, pilastri, colonne, mura. In alcuni momenti, specialmente nelle cappelle laterali, la pittura è così perfetta da confondersi con le decorazioni in pietra. Un effetto che lascia stupefatti, mai sperimentato prima.
Man mano che si procede verso l'abside, il mondo esterno diventa un lontano ricordo. Si rotea lo sguardo intorno, saggiando questo raro esempio di imponenza e severità romanica.
Ogni cosa, dai particolari più piccoli a più grandiosi, è da ammirare: i candelabri appesi ai massicci blocchi di pietra delle colonne, l'ambone, i fasci di luce che filtrano dalle aperture nelle pareti.
Ma le sorprese non finiscono certo qui; la genialità umana ha lasciato in questa basilica una delle sue tracce più significative. Basta fermarsi sotto la superba cupola affrescata dal Correggio per rimanere letteralmente a bocca aperta.
Difficile spiegare a parole le sensazioni che questo capolavoro dell'arte è in grado di suscitare.
Il senso di profondità e prospettiva sono tali da lasciare ipnotizzati: improvvisamente mi sento piccolo, un minuscolo essere risucchiato nella ruota dei cieli, fra nubi e angeli, scagliato ad altezze supreme. Dopo qualche secondo ho avuto perfino l'impressione che il dipinto prendesse vita: le nuvole iniziavano a ruotare, e così gli angeli.
Mai visto nulla di simile, giuro. E' forse il più bel dipinto che abbia mai visto, e non sono certo un tipo facilmente impressionabile da questo tipo di espressione artistica.

Consiglio anche di visitare la chiesa di San Giovanni Evangelista, edificio rinascimentale con facciata baroccheggiante, ricco di affreschi del Correggio del Parmigianino.

Avrei ancora mille cose da dire sul Duomo di Parma (e sulle altre splendide chiese che ho visitato, specie Santa Maria della Steccata, altra SUPERBA basilica, con cupola affrescata dal Correggio molto simile a quella del Duomo), ma preferisco fermarmi qui, e lasciare a chi leggerà queste righe il piacere, l'onore e la sorpresa di scoprire personalmente questi capolavori del genio umano.

Purtroppo (a causa dei soliti limiti e divieti imposti dalla “civiltà moderna”, ovvero un parcheggio a pagamento con limite massimo di sosta di 2 ore) non ho potuto disporre del tempo necessario a visitare questa bellissima città, ma conto di tornarci.




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