martedì 2 giugno 2015

Foresta Nera: natura, leggende, tradizioni e orologi a cucù nel cuore della Germania

Devo ammetterlo: la Foresta Nera è riuscita a impressionare perfino un abruzzese come me, abituato a boschi sconfinati, cascate, splendide montagne. Ciò che stupisce non è tanto la sorprendente estensione della foresta, quanto la sua compattezza, che rende possibile percorrerla in lungo e in largo seguendo una fitta rete di sentieri, alcuni dei quali superano i cento chilometri di lunghezza! Da vari punti della Foresta, o delle strade carrabili che la percorrono, è infatti possibile intercettare tali sentieri, attraverso delle vere e proprie 'porte di accesso' che immettono nel bosco.

Proprio per tale motivo, i lunghissimi sentieri della Foresta sono disseminati di punti di ristoro, dove talvolta è possibile anche dormire. Tuttavia, ritengo che, paradossalmente, questa caratteristica della Foresta Nera costituisca anche il suo principale limite. In effetti, la mancanza di sentieri escursionistici brevi o comunque alla portata del turista-escursionista medio (da intendersi, perciò, fattibili in giornata) rende fruibile la Foresta solo a chi abbia molto tempo a disposizione, nonché ottima preparazione fisica e senso dell'orientamento. D'altra parte le mete più 'semplici' sono spesso prese d'assalto dai turisti, e capita spesso di incontrare automobili anche dopo una buona mezz'ora di cammino, poiché le zone della Foresta non raggiungibili in auto sono  soltanto quelle più interne. Insomma, il tutto rischia di apparire parecchio dispersivo. 
A parte queste considerazioni di carattere pratico, è innegabile che anche la semplice percorrenza in auto della Foresta è in grado di offrire panorami a dir poco idilliaci: non solo boschi, ma anche incantevoli vallate, colline  che si estendono a perdita d'occhio. Ma le parole difficilmente possono rendere bene l'idea: i panorami della Foresta Nera, in particolare nel suo versante sud, sono semplicemente Belli. Non c'è un motivo particolare: è come se ogni elemento - boschi, colline, vallate - fosse stato congegnato appositamente dalla natura per offrire scorci pittoreschi e suggestivi come è raro trovare altrove.
Piuttosto deludenti si sono rivelate, invece, alcune fra le mete più conosciute: la Schwarzwaldstrasse non ci ha troppo entusiasmato per i suoi panorami, e il lago Mummelsee, indicato su molte guide e siti internet, è una tappa trascurabile (e sempre invasa dai turisti).

Visitando la Foresta Nera non si può, tuttavia, considerare il solo aspetto naturalistico. I famosi borghi che circondano la Foresta, infatti, sono da considerarsi come parte integrante di una vacanza in questi luoghi. Natura, storia, tradizioni e artigianato sono fusi in un contesto tanto omogeneo e caratteristico da rendere pressoché inconcepibile una “valutazione” della Foresta Nera che tenga conto solo della foresta vera e propria. Vediamo dunque le tappe salienti del nostro viaggio.

FREUDENSTADT. La nostra prima tappa ci ha trattenuti per un'oretta o poco più. Il paese è conosciuto soprattutto per la sua enorme piazza del mercato, circondata da edifici ricostruiti in seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. A parte questo, non abbiamo riscontato molto altro di significativo, a parte qualche museo e la chiesa principale della cittadina. Inoltre, per l'ennesima volta ci siamo trovati a passeggiare fra negozi chiusi e strade deserte: purtroppo, in Germania  seguono la regola di chiudere i negozi alle 18. In definitiva, preferisco non esprimere le solite valutazioni...non vorrei sembrare troppo cattivo!

GENGENBACH. Finalmente una tappa interessante! La Germania, onestamente, ci aveva un pochino deluso fino a questo momento. Perfino città rinomate come Stoccarda o Monaco di Baviera non ci avevano impressionato più di tanto. Con questo piccolo borgo è andata ben diversamente. L'architettura medievale del paese è stata perfettamente preservata (finalmente un sito non devastato dalla seconda guerra mondiale e poi ricostruito), con le sue splendide porte turrite, le decine di case a graticcio, i vicoletti caratteristici, il municipio risalente alla fine del XVIII sec.. Camminare attraverso questo delizioso 'paese giocattolo' non può che rallegrare: le finestre variopinte, gli edifici dalle forme più bizzarre, i negozietti caratteristici, l'atmosfera tranquilla, fuori dal tempo, il contesto grazioso e ordinato (ma non 'freddo' come ci è sempre capitato di riscontrare in altre tappe tedesche), rendono Gengenbach un vero e proprio gioiellino, una tappa che consiglio caldamente a chiunque voglia visitare la Foresta Nera. Le lussureggianti colline che la circondano donano il tocco finale per rendere questa meta una vera e proprio delizia. Notevole anche la basilica di Santa Maria, soprattutto per i suoi pregevoli affreschi interni.
VOTO: 7 ½ – 8
Gengenbach, paese da fiaba

FRIBURGO
Indicata su molte guide come una delle principali mete da visitare durante un tragitto nella Foresta Nera, Friburgo ha mantenuto solo in parte le mie attese. Purtroppo la città, fondata nel medioevo, è stata pesantemente danneggiata (come del resto moltissime altre città e borghi tedeschi) durante il secondo conflitto mondiale. La città venne successivamente ricostruita rispettando la planimetria originale anche se furono ricostruiti in modo fedele solo gli edifici pubblici o di particolare valore storico. Abbiamo quindi deciso di non dedicare moltissimo tempo a visitarla, limitandoci ai soli monumenti principali. In primis, c'è da segnalare la magnifica Cattedrale di Münster, nell'omonima piazza, un capolavoro di architettura gotica tedesca, edificata in calcare rosso tra il XIII e il XVI secolo. Notevoli il portale d'accesso, la torre ottagonale alta ben 116 metri, e soprattutto l'interno della cattedrale - molto cupo e suggestivo con i suoi pilastri a fasce - dove sono custodite importanti opere d'arte. In Münsterplatz, troviamo altri importanti edifici d’epoca, come la rossa casa del commercio di Kaufhaus, risalente al XVI sec. Nelle vicinanze, consiglio una visita anche in Rathausplatz.
La cittadina si presenta nel complesso molto accogliente, anche se, purtroppo, il contrasto fra gli edifici ricostruiti in seguito alla guerra e le opere medievali degne di nota è molto evidente; purtroppo ne risentono l'omogeneità e la bellezza del centro storico.
VOTO: 7
La grandiosa torre della Cattedrale di Friburgo

GUTACH. Una tappa immancabile per chiunque decida di visitare la Foresta Nera. Immersa in una delle valli più suggestive della Foresta, si cela questo piccolo gioiello: un'area di qualche ettaro in sono state ricostruite da zero, oppure 'trapiantate' dai loro luoghi d'origine, le tipiche dimore di coloro che vivevano nella Foresta Nera a partire dal XVII sec.
Visitare il museo di Gutach significa immergersi nel passato, toccare con mano la reale vita di coloro che vivevano immersi nella Foresta, sfruttando principalmente l'acqua dei suoi ruscelli e il suo ottimo legname. Famiglie di dieci, quindici individui abitavano infatti tali fattorie, tramandando il loro lavoro da una generazione all'altra
All'interno dell'area, è possibile visitare non solo le abitazioni, ma anche edifici adibiti agli usi più svariati, come segherie, mulini, granai... Naturalmente è anche possibile entrare nelle abitazioni, dove sono state allestite camere, cucine, sale, stalle, con tanto di arredamenti e suppellettili originali (o fedeli agli originali) , così che il visitatore possa rendersi conto delle reali condizioni e abitudini di vita degli abitanti della foresta.
Interessante anche notare i diversi 'stili' architettonici dei vari edifici, accomunati dai caratteristici tetti 'di paglia' spioventi fin quasi al terreno.
Purtroppo le spiegazioni presenti sono quasi sempre in tedesco. L'inglese è presente solo nelle teche informative disposte all'esterno dei vari edifici in mostra: una carenza, questa, riscontata spesso in molto siti turistici tedeschi (al contrario della Francia, dove le spiegazioni multilingue erano presenti molto più spesso).
Visitare questo museo significa immergersi in un mondo parallelo: quando si pensa alla Foresta Nera generalmente si fa riferimento a miti e leggende popolari, ma questa piccola oasi di storia dimostra che spesso la realtà può essere più appagante e suggestiva delle fiabe.
VOTO: 8 (avrei dato un voto più alto se solo fossero state presenti spiegazioni anche in altre lingue oltre al tedesco...almeno l'inglese sarebbe d'obbligo sempre!)
Una tipica dimora di chi abitava queste terre secoli fa...

TRIBERG e SCHONACH. Le due tappe immancabili per conoscere il mondo degli orologi a cucù. Solo visitando le botteghe di Triberg è possibile rendersi conto di quale altissimo livello di lavorazione artigianale si celi dietro questi orologi, a cui spesso non si associa altro che il simpatico suono prodotto dal loro 'cucù'. Nella Foresta Nera, la produzione degli orologi a cucù vanta infatti una tradizione secolare, tanto è vero che a Furtwagen, un paese vicino a Triberg, è stato allestito un museo dedicato alla storia di tali orologi. Purtroppo, a causa dell'eccezionale lavorazione richiesta, il prezzo degli orologi a cucù è davvero proibitivo: bisogna spendere qualche centinaio di euro per un prodotto degno di nota, per arrivare a superare il migliaio di euro nel caso degli orologi più grandi, dalle lavorazioni stupefacenti e fantasiose. Sulla strada fra Triberg e Schonach, è d'obbligo fermarsi a visitare il più grande orologio a cucù del mondo, inserito anche nel Guinness dei primati: si tratta di una vera e propria casa, dove è possibile entrare e osservarne gli ingranaggi! 
VOTO: 7,5

 
Una casa? No, è l'orologio a cucù più grande al mondo!




7 commenti:

katia ha detto...

che belle immagini! buon proseguimento!

Gianfranco ha detto...

Tutto bene? Da molto che non dai notizie, spero che stia bene.

Riccardo McOtter ha detto...

Tutto bene, a breve riprenderò ad aggiornare il blog, grazie!

Anonimo ha detto...

Volevo fare lo stesso appello, quindi non ci resta che aspettre il tuo "ritorno" con nuovi articoli.

ertop ha detto...

Che fine hai fatto!!?? Hai rinunciato a vivere sul camper? Spero proprio di no.

Anonimo ha detto...

Ciaoo, ho scoperto di te guardando vari siti in internet. Grande!! Ottima scelta!! �� Da quello che ho capito sei in giro da un po'!!Anch'io ho sempre sognato di andar via un giorno e vivere davvero quello che la vita ci offre e mi sono stancata già da un pezzo di fantasticarci solo sopra per cui ho deciso, insieme al mio compagno e al mio cane di farlo davvero. Tra due mesi partiamo ma abbiam un problema: Non sappiamo come fare per la residenza e il domicilio. Non abbiamo una casa di proprietà, siamo in affitto. A meta' maggio dobbiamo lasciare la casa e il personale dei comuni non ci sa rispondere..dice che si sta informando ma il tempo passa...ci sai rispondere tu? E..buona fortuna per tutto!!!! Valentina...

Riccardo McOtter ha detto...

Ciao Valentina, c'è un articolo apposito sul blog, per trovarlo usa la funziona "cerca" scrivendo la parola chiave "residenza".

In bocca al lupo per tutto!

Ric

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