mercoledì 4 febbraio 2015

Vivo in Camper nel parcheggio dell'azienda: così ho sconfitto il problema del traffico

Oggi vi porto una testimonianza di vita in camper molto singolare. Secondo una recente statistica trascorriamo mediamente circa tre anni della nostra vita imbottigliati nel traffico, ovvero quindici giorni ogni dodici mesi e settantacinque minuti ogni 24 ore. Numeri da capogiro, che inducono a riflettere su quanto tempo sprechiamo in un'attività passiva, che non ci porta alcun vantaggio, ma solo stress mentale e disagio fisico. Mattia, autore del seguente intervento, ha deciso di mettere un bel cartello di “stop” a tutto ciò, recidendo il problema in un modo forse poco ortodosso, ma molto efficace, anche se purtroppo non tutti hanno la possibilità (o la volontà) di applicare una soluzione di questo tipo. Vi lascio al suo breve intervento, buona lettura!

"Ciao a tutti, mi chiamo Mattia. Fino a qualche tempo fa, trascorrevo ben 2 ore e 45 minuti (nella migliore delle ipotesi), tutti i giorni,  incollato al sedile della mia auto per andare a lavorare, ostacolato da continui cantieri, code, incidenti e svariate frane, temendo l'arrivo della bella stagione che porta un'esponenziale aumento del traffico a causa dei turisti. 
Questo è quello che ho fatto per quasi dieci anni. Il tutto si potrebbe quantificare più o meno in: un mese all'anno, 24 ore al giorno, passato alla guida di un auto. Sono certo che, come me, molte persone si trovano costrette a sprecare una consistente fetta di tempo solo per gli spostamenti quotidiani.

Ma a Novembre 2014, quando l'ennesima frana bloccava a tempo indeterminato lungo la SS34 del Lago Maggiore, costringendo tutti a svariate peripezie per recarsi sul posto di lavoro, ho deciso di dire BASTA. Così, ho deciso di mettere in pratica ciò che da molto tempo progettavo, e cioè di unire l'utile al dilettevole. Mi sono trasferito con il mio camper nel posteggio dell'azienda dove lavoro, eliminando alla radice il problema del viaggio. Certo, come ogni cambiamento, anche questo ha portato pro e contro, ma dopo più di due mesi posso dire di aver fatto una scelta abbastanza sensata.
A conti fatti, la situazione è questa:
  • ho acqua gratis, poiché attingo dalla fontana dell'area di sosta in cui mi reco una volta a settimana, dove provvedo anche allo scarico delle acque reflue
  • ho corrente elettrica gratis, fornita da due pannelli solari
  • il gas necessario al riscaldamento, ai fornelli della cucina e al boiler dell'acqua calda, grava sul budget per poco più di un euro al giorno, poiché trascorro la maggior parte del tempo a lavoro.
Da quando ho intrapreso questo stile di vita, sono meno stressato e dispongo di molto più tempo (quasi tre ore al giorno!) da dedicare alle mie attività. Il primo vantaggio riscontrato riguarda la possibilità di cucinare ottimi pranzi e cene, evitando le infelici soluzioni gastronomiche studiate ad hoc per chi non ha tempo.

Non appena sarà primavera, porterò con me la mountain bike, e probabilmente finirò per trascorrere in camper quasi tutto il mio tempo libero, sfruttando anche i weekend!" 

Che dire, l'intervento di Mattia parla da sé. Tre ore al giorno risparmiate, in un mondo dove il tempo libero è sempre più ristretto e misurato ormai nell'ordine dei minuti, significa poter vivere una seconda vita. Pensiamo a quante attività potremmo coltivare se avessimo anche solo un'ora di tempo libero "regalata" ogni giorno. Potremmo mangiare in maniera più sana, dedicarci a un hobby, trascorrere più tempo con gli amici...
Certo, non tutti possono permettersi di acquistare un camper e parcheggiarlo nei pressi del posto di lavoro, poiché bisogna sempre fare i conti con legami familiari, problemi economici, logistici...ma sono convinto che molti fra coloro che potrebbero farlo non hanno pensato a questa possibilità o l'hanno sottovalutata. Spero che la testimonianza di Mattia vi abbia dato un valido spunto.




9 commenti:

Anonimo ha detto...

Esperienza provata.
Dopo un po', diventa stancante a meno che decidi di azzerare completamente la tua vita sociale. Puo' essere una soluzione temporanea (anche lunga) e se lavori veramente fino a tardi.
Hai la percezione di non staccare mai e di vivere solo per lavorare.
Il camper facilita la concentrazione, puoi fare attivita' come il disegno, la musica, la lettura.
Ma poco altro.
Nei parcheggi, la notte ci sono giri sospetti di auto e insomma non puoi sempre dire "esco a prendere una sana boccata d'aria". Un parcheggio e' e rimane un parcheggio.
Gia' in riva ad un fiume o lago sarebbe diverso

Riccardo McOtter ha detto...

In effetti le scelte vanno voi ponderate e applicate caso per caso...tutto ciò che riguarda la vita in camper è estremamente soggettivo

Anonimo ha detto...

"Mi sono trasferito con il mio camper nel posteggio dell'azienda dove lavoro."

Il protagonosta dovrebbe spiegare meglio questo passaggio. Ma quindi e' una area privata? E lo fanno stare? Non c'e' nessuna vigilanza che passa? E la direzione cosa dice?

E pensare che ad un mio amico, per i posti limitati, non lo fanno entrare nel parcheggio dell'azienda nemmeno con la propria auto negli orari di ufficio.

Se le cose stanno cosi', credo che e' un caso piu' unico che raro. Se invece il parcheggio e' di accesso pubblico, allora ognuno potrebbe attuare questa soluzione. Si pensi ai pendolari o a chi durante la settimana va in citta' a lavorare e poi nel week ritorna a casa.

Comunque questa cosa di dove sostare e' forse e' l'unico problema della vita in camper. Avere un posto, magari dove nessuno ti dara' "fastidio" e' un gran vantaggio.

Cristian ha detto...

Ormai credo non siamo più pochissimi quelli che vivono in camper, non sarebbe bello fare un indagine (attraverso un post per esempio) in modo che chi vuole segnala la zona dove maggiormente staziona. Io se sapessi che vicino a me ci fosse altra gente che vive in camper non mi dispiacerebbe fare aggregazione.

Riccardo McOtter ha detto...

Buona idea! Oggi o domani penso che pubblicherò il post per lanciare il sondaggio. Grazie del suggerimento

Anonimo ha detto...

Sarebbe meglio non pubblicizzare troppo questa cosa. L'italiano è per natura un invidioso, e se questo stile di vita prendesse piede sarebbe ben presto ostacolato sia dalla legge che dal giudizio comune. Lasciamo che chi vive (e non sono molti) in questo modo informale si goda la sua scelta. Quindi, niente vita e vacanze in camper. E' una scelta pessima: molto meglio fare mutui indebitarsi e produrre per il sistema. "Per lavorare ci vuole la gente giusta" Cit.

Anonimo ha detto...

Ciao mi chiamo Claudio e come Mattia avendo il lavoro lontano dalla mia residenza ho sceltodi vivere in camper nel parcheggio della mia azienda. Le mie osservazioni di un anno di vissuto sono che come dice "anonimo" sembra di non staccare mai dal turno in quanto sei spesso anche , nelle ore di riposo, a contatto con i colleghi e quindi lo reputo un po stressante. Adesso cerco qualcuno nelle vicinanze che abbia un campo o un giardino libero da potermelo affittare con poco perche non ne posso piu di essere sempre nel centro dell'attenzione dei colleghi e del lavoro. Consiglio la cosa ma non parcheggiare nell'ambiente lavorativo.Ciao

Erik Perrone ha detto...

Io ho preso la decisione di vivere vicino al mio posto di lavoro circa 6 mesi fa.
vivere in camper proprio dove lavori ti fa veramente pensare che non stacchi mai, vedi sempre lo stesso posto e fai le stesse cose. Non è una filosofia di vita che si addice al camperista, ma è una soluzione pratica se si vuole risparmiare e avere più tempo per se, a prezzo di rompere legami famigliari, vita sociale, scendere a compromessi con molte cose insomma.
Ho passato questi mesi in un camper furgonato oldtimer, estremamente scomodo e inaffidabile, non mi piaceva molto vivere così, per il solo fatto di essere bloccato in un sistema, come sempre d'altronde, solo che così si fa notare di più. Insomma io sono li per il lavoro e la mia vita gira attorno a questo in tutti i sensi, tanto che mi accampo con un furgone vicino al posto dove opero tutto il giorno. È triste, per fortuna che amo il mio lavoro e vivo in un posto favoloso. Faccio il boscaiolo e sono accampato in mezzo ai tronchi letteralmente a 2 passi dall'azienda.
Questo mese ho investito tutti i risparmi (vivendo così ho risparmiato in modo esagerato) per preparare un camper più adatto ad una vita stanziale e cambiare luogo di accampamento. Pensavo di mettermi davvero dove voglio io, come sul passo del sempione e ogni mattina scendo al lavoro in bici in 10 minuti e per salire altri 25 min alla sera, ma una volta che sono li sono davvero libero, posso correre, andare in bici, sciare, prendere il sole e leggermi un libro, salire una cima.
Questo sapore di libertà lo si può avere pure lavorando, ma non ci dobbiamo infilare per forza nel posteggio dell'azienda con il camper, perchè tutto cambia così, diventa inesorabilmente triste.
Conclusione:
Provo a combinare un modo di approcciarmi al territorio più libero e uso la bici per recarmi al lavoro tutti i giorni. anche se in inverno alle 6 del mattino a 2000 metri c'è neve e tira vento, penso sia più divertente che entrare in azienda in pigiama, insomma faccio quello che mi piace per prima, poi viene il lavoro, è veramente distruttivo per la natura umana alienarsi così tanto con il proprio mestiere da essere sempre sullo stesso posto.

Riccardo McOtter ha detto...

Il tuo punto di vista è interessante...certo, pensare di andare in bici d'inverno alle 6 di mattina a 2000 metri di quota, ehm, qualche dubbio ce l'avrei..

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