venerdì 5 settembre 2014

Castelli della Loira e altri luoghi da fiaba nel cuore della campagna francese

ChambordQuando si parla di Francia, e in particolare di luoghi ameni quanto mai densi di storia e cultura, non si può fare a meno di pensare alla fiabesca Valle della Loira, che ospita gli omonimi Castelli. Pensate che se ne contano oltre trecento, costruiti a partire dal X secolo. In virtù di tale superba concentrazione di testimonianze storiche e artistiche, l'intera valle è stata nominata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco.  Ma la Valle della Loira riserva anche altre sorprese, soprattutto dal punto di vista naturalistico. A voi il resoconto del mio viaggio attraverso questi indimenticabili luoghi da fiaba.


TAPPA 8 (4 -5 giorni)
CASTELLI DELLA LOIRA: Ussé – Villandry – Chambord (con brevi tappe a dAmboise, Blois, Chaumont)
Un'eccezionale concentrazione di castelli, custodi d'un immenso patrimonio culturale, che gli è valso il riconoscimento di Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, rendono la valle della Loira una meta prediletta per chiunque decida di visitare la Francia. E' praticamente impossibile recarsi da un paese (o città) all'altro, senza imbattersi in uno di questi sontuosi edifici, utilizzati per lo più come dimore estive dai vecchi sovrani e, in seguito, dai più ricchi borghesi di Francia. Tuttavia, al di là dell'indubbio valore culturale, una premessa è d'obbligo: visitare i castelli della Loira può rivelarsi un'esperienza piuttosto costosa. In particolar modo per i siti più famosi e, per così dire, romantici (come Chenonceau, Azay-le-Rideau, e altri ancora), è preclusa la visita a chiunque non sia munito di biglietto d'ingresso (di solito non meno di 10 euro a persona), ma attenzione: non si parla solo d'ingresso all'interno del castello, ma anche di accesso ai parchi e ai giardini che li circondano, da cui è possibile ammirare l'esterno degli edifici (che in alcuni casi costituisce l'aspetto più rilevante ed appagante dei siti, da cui forse la scelta di far pagare chiunque, anche solo per una visita esterna). In pratica, senza biglietto non si può osservare alcuni castelli nemmeno dall'esterno! Proprio per questo, abbiamo deciso di selezionare solo tre dei castelli in questione, operando la scelta in base a differenti caratteristiche. In realtà, ci è capitato di poter osservare da fuori anche altri castelli (come Amboise, Blois...), ma riporterò nel dettaglio solo i casi in cui siamo entrati e abbiamo dunque svolto una visita approfondita, ovvero:
  1. Ussé, castello dall'aspetto fiabesco, che ispirò lo scrittore de “La bella addormentata nel bosco”
  2. Villandry, per i suoi magnifici orti e giardini, da alcuni considerati fra i più belli di Francia
  3. Chambord, il castello più imponente e famoso della Loira (nonché il più grande castello rinascimentale di Francia).
Castello di Ussé. Il profilo esterno, ricco di torri sormontate dalle caratteristiche guglie a 'cappello di strega' (peraltro molto diffuse in tutta l'architettura francese), dall'impronta squisitamente fiabesca, è un vero spettacolo per gli occhi (la foto toglie ogni dubbio). Famoso per aver ispirato Perrault, lo scrittore della nota favola “La bella addormentata nel bosco”, il castello presenta tre diversi stili: l'ala sinistra, risalente al XV. sec, in stile gotico, l'ala centrale-destra d'epoca rinascimentale. All'interno del castello (tutt'ora abitato) sono visibili diverse stanze, ricche di arazzi fiamminghi, mobilio di varie epoche (cinquecento-settecento) fra cui un interessante stipo italiano con 49 cassetti e nascondigli, dipinti di vari sovrani di Francia e altre personalità di spicco dell'antico mondo nobiliare, la camera del re (allestita per una visita del re di Francia, che mai avvenne), dove è possibile ammirare un letto a baldacchino in stile luigi XVI, e vari ritratti. Nelle varie stanze sono presenti anche numerosi manichini vestiti con abiti d'epoca, che rievocano la tipica atmosfera delle antiche corti nobiliari.
Nel cammino di ronda è possibile rivivere l'atmosfera della fiaba di Perrault, grazie a numerosi manichini che ricreano scene della fiaba. Unico aspetto negativo, il prezzo d'ingresso: ben 14 euro a persona (ho pagato molto meno per entrare nel Palazzo dei Papi ad Avignone!) sono una cifra assolutamente spropositata, considerando la durata della visita e quanto il sito ha da offrire. A voi la scelta.
VOTO AL CASTELLO: 7 (se siete appassionati di fiabe, potete forse aggiungere un mezzo voto).
Castello Ussè Bella Addormentata
Le “fiabesche” torri e guglie del castello di Ussé
 
Villandry (Giardini). Entriamo per visitare i celebri giardini di Villandry. Stavolta il prezzo d'ingresso (abbiamo preferito visitare solo i giardini, che sono comunque il 'pezzo forte' del sito) si rivela onesto (6,5 euro).
Famosi per essere un eccezionale esempio di 'giardini alla francese' in stile rinascimentale, e di arte topiaria (ovvero 'arte dei giardini') in genere, i giardini e gli orti di Villandry si presentano come un imponente, variopinto parco distribuito su tre livelli. Vi consiglio di recarvi subito nella zona del Belvedere, da cui potrete godere una magnifica panoramica d'insieme, e soprattutto apprezzare al meglio le varie forme e simmetrie con cui sono stati concepiti e disegnati le varie sezioni. Ogni altra descrizione rischia di essere futile: su internet troverete miriadi di foto. Una visita completa ed esaustiva dei giardini vi porterà via circa un paio d'ore. L'esperienza può essere più o meno appagante a seconda dei gusti personali...nel nostro caso abbiamo deciso per un onesto .
Giardini Villandry
I giardini di Villandry, da molti considerati i più belli di Francia
 
Blois (Casa-Museo della Magia). Breve visita alla cittadina dai tetti d'ardesia, sede di uno dei più importanti castelli della Loira, principale attrazione della città (che noi vedremo soltanto da fuori). Per questa tappa abbiamo preferito intrattenerci con qualcosa di diverso dai soliti percorsi artistici, ed entriamo nella Casa della Magia (edificio inconfondibile, soprattutto per via delle sei teste di drago che si affacciano con cadenza oraria dalle finestre della facciata principale), un'area dedicata esclusivamente al mondo dell'illusionismo, ideata come tributo al celebre illusionista Robert Houdin, nato nel XIX sec. proprio in questa città. E' difficile catalogare l'attrazione in una singola categoria: all'interno troverete giochi interattivi (alcuni davvero simpatici), piccole aree museali (molto interessante e completa la parte dedicata a Houdin, cui è dedicato un intero piano della casa), video informativi, e spettacoli di magia-cabaret. Un'idea carina e originale, insomma, ma mi aspettavo decisamente di più, soprattutto in considerazione del massiccio risalto dato al luogo (sia in città che su internet). Il biglietto viene 8 euro a persona.
VOTO ALLA CASA DELLA MAGIA: 7
Purtroppo, a parte la cattedrale (interessante, ma nulla più) non c'è stato modo di visitare altro di Blois per via del maltempo. Dal poco che abbiamo visto, il centro non sembra particolarmente pittoresco. Nel lasciare la città (o nell'arrivare) non perdete il magnifico colpo d'occhio che si gode dal ponte sulla Loira.
Blois
Decorazioni in stile gotico del castello di Blois
 
Castello di Chambord. In una parola: imperdibile. Il Castello di Chambord è, a mio avviso, non solo il castello di gran lunga più famoso della Valle Loira, ma una meta obbligata per chiunque stia programmando un viaggio nel centro della Francia. Parliamo di un'opera per molti versi rivoluzionaria, voluta dal giovane ed ambizioso re di Francia Francesco I (XVI sec.) che, tornato da una spedizione in Italia, decise di edificare in Francia un edificio titanico, da sfruttare come residenza di campagna e riserva di caccia, ispirandosi ai dettami del fiorente rinascimento italiano, da cui era rimasto profondamente affascinato durante il suo viaggio. Da qui, la richiesta di collaborazione inoltrata a Leonardo da Vinci. Il risultato è un edificio superbo, un vero e proprio 'unicum artistico', dove trovano armoniosa commistione aspetti architettonici medioevali (il maschio centrale, circondato da quattro torrioni a cilindro, con cinta muraria) e rinascimentali, come il doppio scalone elicoidale – una sorprendente struttura composta da due scale a chiocciola che non si incrociano mai - che peraltro avevo già visto nel Pozzo di S.Patrizio ad Orvieto - indubbia testimonianza dell'influenza leonardiana, senza dimenticare le modanature orizzontali della facciata, e soprattutto la terrazza, vero gioiello del castello. Proprio sulla terrazza (da cui si gode una vista a dir poco superba a 360° sulla tenuta di Chambord) si concentra l'attenzione del visitatore: un vero e proprio microcosmo, una sorta di piccola 'città nel cielo' dove, fra decine di torrette e camini decorati, spiccano guglie barocche, logge, cupolette, capitelli, pinnacoli, sculture, finestre, originali lavorazioni in ardesia (volute ad imitazione del marmo, in stile rinascimentale), per non parlare della gigantesca lanterna centrale che svetta per oltre 30 metri!!! Un tripudio di fantasia, una straordinaria ricchezza decorativa, dove diversi stili (fra cui notevoli esempio di gotico fiammeggiante) trovano armoniosa convivenza in un concerto di elementi artistici tanto eleganti ed eterogenei da lasciare senza parole. L'interno del castello, poi, non è certo da meno. Alcuni numeri: 77 scale, 282 camini, 426 stanze. I soffitti a cassettoni, dove troneggia l'emblema di Francesco I (la salamandra, animale mitico capace di vivere nelle fiamme) sono superbi. Nelle varie stanze troverete arredi d'epoca, dipinti e busti di alcuni fra i più importanti sovrani e nobili di Francia. Da notare che la storia di Chambord, nonché dei vari ampliamenti e restauri ad opera dei sovrani e dei nobili che si sono succeduti al suo possesso, abbraccia ben quattro secoli (parte del XVI sec. per arrivare fino alla fine del XIX sec.). A tal proposito, consiglio vivamente di vedere il video informativo (c'è anche in italiano) proiettato ogni 30 minuti in una delle sale al piano terra del Castello (la storia di Chambord, le influenze di Leonardo, i successivi ampliamenti architettonici, le vicende politiche e le personalità di spicco ad esso legate, formano una storia affascinante). Dulcis in fundo: il Castello è circondato da un immenso parco faunistico chiuso da muro di cinta (ricordiamo che Francesco I, il committente dell'opera, era un appassionato di caccia). Con un recinto di 32km (esatto, 32 chilometri!) e i suoi oltre 5000 ettari, rappresenta il più grande parco faunistico recintato d'Europa, dove vivono numerosi animali in totale libertà (soprattutto cervi e cinghiali). E' possibile visitare il parco, a piedi, in bici, in 4x4...perfino in barca.
Che dire: eccezionale. Chambord vale da solo un viaggio nella Loira. Se volete visitare in modo approfondito sia il Castello che il Parco, consiglio di soggiornare in zona almeno due giorni (noi, purtroppo, abbiamo visto solo il Castello).
Piccola nota gastronomica: appena fuori dal castello, sono allestite numerose bancarelle dove potrete acquistare ottimi formaggi di capra (molto diffusi in Francia), con diverse stagionature, per tutti i gusti.
VOTO A CHAMBORD: 9
Castello Chambord
Particolare della terrazza di Chambord: una piccola “città nel cielo”
 
LA CAMPAGNA FRANCESE...
Prima di procedere con le tappe del viaggio, credo sia doveroso parlare degli onirici paesaggi della Loira. In particolare, proseguendo a nord di Chambord (verso Chartres), è possibile percorrere strade secondarie, poco frequentate, che tagliano le campagne. Se avrete la fortuna di percorrere questo tragitto, vi ritroverete immersi in paesaggi che, specie per noi italiani abituati a tutt'altro tipo di panorami, potrei definire 'ai confini della realtà'. La campagna francese, vasta e pianeggiante, si estende da ogni parte a perdita d'occhio, sotto cieli immensi, profondi, punteggiati da nuvole che sembrano dipinte ad acquerello. Ma ciò che più vi stupirà sono i colori: se voltandovi da un lato rimarrete abbagliati da sterminati campi di fiori gialli (colza) accesi dal sole, dalla parte opposta spalancherete gli occhi di fronte a immensi tappeti d'erba alta e folta, protesi per chilometri e chilometri fino all'orizzonte. E in lontananza, come dipinti ad hoc da un pittore romantico, si scorgono macchie boscose, o aratri solitari, o le pale di un mulino. E che dire del profumo dei fiori, in alcuni tratti così intenso da lasciare intorpiditi? Pura poesia: è questa la Francia che ho sempre sognato. Un consiglio: se volete scoprire (ed innamorarvi) dei paesaggi francesi, evitate (per quanto possibile) le strade a scorrimento veloce e prediligete sempre percorsi alternativi, più lenti, ma proprio per questo più remunerativi.
valle della Loira
Si commenta da sola...




























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