martedì 15 ottobre 2013

Vivo e Viaggio in Camper per Lavoro: la storia di Andrea

Oggi vi propongo un'intervista a dir poco preziosa che un lettore del blog, Andrea, ha voluto gentilmente concederci. Andrea da circa un anno vive in camper,  e si sposta da una città all'altra per lavoro. In questo intervento, ci offre molte utili informazioni e profondi spunti di riflessione. Vi consiglio caldamente di leggere questo articolo!


Andrea, parlaci un po' di te! Dove abiti? Lavori? Hai famiglia? Che tipo di persona sei? Quali sono le tue principali aspirazioni?

Mi chiamo Andrea e ho 31 anni. Originario di Salerno, sono andato via di casa a 18 anni. Laureatomi in Scienze della  Comunicazione a Bologna, ho poi conseguito il diploma in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Lavoro con cinema e tv in qualità di regista, operatore di camera e montatore. Sono single e da circa un anno ho scelto di vivere in camper tra Abruzzo e Lazio. Nell'estate del 2011 ho lasciato casa a Roma, dove vivevo in affitto, ho venduto l'auto ed ho comprato un camper. L'ho trasformato in un ufficio viaggiante autosufficiente (grazie anche ai preziosissimi consigli di questo blog) ed ho iniziato a spostarmi laddove trovo lavoro. Negli ultimi dieci anni ho svolto i lavori più disparati ed ho accumulato una molteplicità di esperienze che hanno plasmato ciò che sono oggi: una persona semplice e frugale, che ama le cose essenziali, ciò che scremando il superfluo della nostra esistenza ci resta dentro. L'amicizia, la condivisione, l'empatia, vivere il tempo accorgendosi del suo scorrere in armonia con la natura. Sono appassionato di letteratura, musica ed ovviamente cinema. Sono mosso costantemente dalla curiosità per ciò che è diverso da me stesso. 

 
Quali motivazioni ti hanno portato quindi a pensare di voler vivere in camper?

L'odierno Stato italiano è un mostro orribile. L'Italia è incantevole. Quando ho preso consapevolezza di questa enorme contraddizione ho deciso che dovevo cercare di svegliarmi dal torpore imposto alla nostra società dai pochissimi demoni che ne traggono profitto. Cosa mi incatena a ciò che odio? Il denaro. Cosa mi rende libero? La mia mente. Grazie a queste due semplici risposte ho capito che per essere degno della vita non dovevo cercare di guadagnare quanti più soldi possibile, ma limitare le spese ed il margine di potere che il denaro ha sulla mia vita. Quindi basta affitti disumani, e sì al mutevole mondo visto dal camper, una scelta naturale per me che amo viaggiare, conoscere popoli e luoghi differenti, vivere “in ammollo” nella natura più remota.  

Quanto tempo prevedi che durerà questa tua esperienza?

Razionalmente direi che è tutto proporzionale alle mie possibilità economiche, che  oggi preferisco avere una serenità economica in camper piuttosto che impiccarmi a fine mese per sostenere le spese di una casa in affitto, e che se domani avrò più soldi troverò una soluzione più stabile. Ma la mia parte più istintiva ed intuitiva dice altro, dice che vivere in camper mi sta plasmando nel profondo e che sta modificando il modo in cui osservo la vita e l'universo. Probabilmente mi condurrà ad altro, ma ancora non so a cosa. Sarà sicuramente qualcosa in cui mi identificherò, dove riuscirò a sentirmi a casa, e che stimolerà la mia speranza e voglia di sognare. La mia unica certezza è che il camper sarà parte della mia vita per sempre.   

Prima di acquistare un camper e capirne il funzionamento, quali erano i tuoi principali timori e dubbi in merito alla possibilità di vivere in camper?

Nessun dubbio in particolare, il mio unico cruccio era l'autonomia energetica. Io amo vivere in giro, dove ne ho voglia, ed odio i campeggi. Poiché lavoro spesso con il computer portatile, avevo bisogno della certezza che questo fosse possibile sempre e comunque, senza limiti di luoghi ed orari. Sono riuscito ad ottenerla con due pannelli solari e l' Efoy.

Quali caratteristiche deve avere il tuo camper ideale?

Deve essere piccolo per poter sostare ovunque ed avere un letto  matrimoniale comodo.

Credi che la scelta di vivere in camper sia malvista nella nostra società?

Non più né meno di tutto ciò che la nostra società non conosce. L'aumento dell'intolleranza è direttamente proporzionale all'aumento dell'ignoranza, e l'ignoranza  è una delle piaghe più gravi della nostra società. Se dovessimo attenerci a quello che ha creato sicurezza e benessere nella vecchia Italia, oggi vagheremmo come zombi sulla luna.

Credi che la scelta di vivere in camper possa essere da ostacolo ai tuoi progetti futuri, oppure il contrario?

Può solo fare bene all'umanità intera. L'unica mancanza è che non posso metterci un pianoforte dentro (o almeno non ho capito ancora come mettercelo!).

Sei già affezionato al tuo camper?

Certo, in maniera quasi morbosa! Pensa che quando sta male lui (problemi elettrici, al motore, di carrozzeria), mi sento male anch'io. Una psicologa con cui ho lavorato mi ha spiegato che questo fenomeno si chiama “embodiment”, non ne esiste una traduzione precisa in italiano, consiste nel fatto che quando usiamo a lungo uno strumento utile al raggiungimento di qualcosa che procura piacere in noi, tendiamo ad incorporarlo nella percezione che il nostro cervello ha del nostro corpo, per cui riusciamo a “sentirne” amori e dolori! 




6 commenti:

paolo sacchi ha detto...

mi piacerebbe anche a me vivere cosi, ma purtroppo ora non me lo posso permettere. non per motivi economici, ma perché questa scelta non verrebbe apprezzata da amici e parenti :( ma conto di farlo, un cambiamento della mia vita in questo senso, e abbastanza presto

paolo sacchi ha detto...

Attento Paolo, tu stai vivendo in funzione degli altri... ed e' esattamente la strada per il NON raggiungimento della felicita' personale. "

lo so benissimo che hai ragione, ma facendo di testa propria come dici si corre il rischio di sembrare egoisti(anche se a volte è l'opposto), oppure, se qualcosa va storto, sentirsi continuamente dire "te lo avevamo detto....". comunque, come ho gia detto, appena mi sentirò pronto, conto di farlo, un passo del genere

Anonimo ha detto...

Quale marca di camper hai?

Ricky C. ha detto...

Io ho un Arca del 2001 al momento

Michelini Pecze Rita ha detto...

Interessante articolo, anche se mi chiedo, se l'intervistato lavori come grafico o come riesce a sbancare il lunario a fine mese. Fantastica scelta e idee molto chiare, bello il discorso sull'embodiment, è anti-capitalista. ;)

Anonimo ha detto...

Ciao Andrea, anch'io vivo molto in camper (in alcuni periodi a tempo pieno) e scrivo teatro che poi metto in scena e porto in giro (sempre in camper). Ho una moglie e due figlie di 19 e 14 anni e spesso li porto a concerti lontani (in camper) e loro apprezzano.....
Da 7 anni vivo a Cuneo (prima 9 anni a Bologna e prima ancora 30 anni in Molise) tutte le emigrazioni sono state agevolate favolosamente dal camper...
Giose

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