mercoledì 13 ottobre 2010

Riflessioni da uno sceneggiatore italiano

Mi perdoni Fabio Bonifacci, stimato sceneggiatore nonché creatore di un corso di scrittura online che seguo assiduamente, ma non ho resistito alla tentazione di "catturare" dal suo blog alcune parole a mio avviso molto significative, e soprattutto in tema con il messaggio che vorrei lanciare con Vivere Liberi.

Credo meritino una riflessione:
"  Usiamo internet, facebook, la tivù come anestetici, perchè la mancanza di senso ci crea angoscia, a tutti quanti. Una sera ho fatto un giro sulla tivù (che non guardo mai) e mi sono stupito: uguale a 20 anni fa, la stessa ordalia di “Culi sorrisi & goal in TV”. Lo stesso nulla frullato.
Io sono deviante, lo so, ma i 27 milioni di spettatori che guardano il nulla frullato mi sembrano causati proprio dalla rinuncia a cercare un senso. Solo un pessimismo cosmico di massa può garantire il successo al “nulla frullato” . Solo se non credi minimamente più alla possibilità di trovare un senso, puoi passare il tempo così. Sennò fai altro.
Ma quando la possibilità di trovare senso diventa lo zero assoluto, allora tanto vale “farsi” qualche sostanza anestetizzante per non sentire l’angoscia. E il nulla frullato dei media è la sostanza che costa meno e fa meno male.
O almeno così pare. Perchè poi basta leggere le tante statistiche sulla correlazione tra tempo di esposizione ai media e depressione (quella vera, da psicofarmaci) per scoprire che è abbastanza alta (una tra le tante ricerche è qua: Archives of General Psychiatry). Se poi la sommate ai dati Oms secondo cui oggi, in Occidente, la depressione è la malattia più diffusa e tocca ad uno su tre nel corso della vita, basta fare due conti. L’esposizione al nulla frullato ti porta ad avere il 50 % (cinquanta per cento) di possibilità di pigliarti prima o poi una depressione. Di quelle vere, da psicofarmaci. A me sembra più sano soffrire un po’ di antica frustrazione cercando di trovare un senso alla propria vita anche se forse non c’è. So che non sono normale. Spero che mi passi presto. Intanto ho avuto il coraggio di confessarlo…"

Questa riflessione è tratta, come dicevo, dal blog di Fabio Bonifacci, un noto sceneggiatore italiano. Ho visto molti suoi film, e devo dire che rappresentano una delle poche fette del cinema italiano guardabile allo stato attuale. Il blog è indirizzato princpalmente ad aspiranti scrittori, ma consiglio a chiunque di visitarlo. L'indirizzo è http://www.bonifacci.it/




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