martedì 19 ottobre 2010

Dolomiti, dodici giorni sui colossi d'Italia (seconda parte)

Panorama dal sentiero per le Cinque Torri

La salita della Marmolada impegnerà non poco il mio povero camper, con pendenze che arrivano al 15% e mi obbligano a innestare la prima per lunghi tratti! Arriviamo a Passo Fedaia, da cui si gode un panorama purtroppo piuttosto limitato. Vorremmo salire più in alto, ma purtroppo gli impianti di risalita apriranno soltanto a luglio, e il tempo incerto in alta quota ci suggerisce di evitare un'escursione a piedi. Quindi pranziamo, e si riparte. 
Decidiamo di raggiungere la celebre Cortina D'Ampezzo. La scelta si rivelerà eccellente: non appena siamo a pochi km dal centro abitato, ci troviamo di fronte uno spettacolo incredibile. Ogni mezzo chilometro, sono "costretto" a fermare il camper e scendere a scattare foto: montagne di bellezza ed imponenza indescrivibile. Mastodontiche piramidi di roccia, torri acuminate, cime innevate. La mia esaltazione è totale. Mai visto una tale concentrazione di colossi, così ravvicinati l'uno all'altro. Inoltre, rispetto alle zone di Arabba e Val di Fassa, gli spazi mi sembrano molto più ampi: Cortina giace in un'immensa vallata circondata dalle montagne più belle che abbia mai incontrato, e lo sguardo non sa dove posarsi. La sensazione che si prova di fronte a questi capolavori naturali di potenza, maestosità ed eleganza, è davvero indescrivibile.
Ciliegina sulla torta: area di sosta gratuita, con acqua e pozzetto in località Fiames (a pochi km da Cortina) con panorama mozzafiato (c'era bisogno di dirlo?) su alcune vicinissime formazioni dolomitiche. Indubbiamente, l'itinerario in camper più sbalorditivo e soddisfacente, almeno per ora.
-Ottavo giorno
Ci dirigiamo verso il Passo Falzarego, contando di prendere la funivia del Lagazuoi per poi scendere alla Forcella dei Bos e completare una delle escursioni più interessanti e remunerative della zona. Purtroppo la neve caduta in abbondanza i giorni scorsi non ci permette di fare nulla, e così scegliamo un altro itinerario. Si tratta delle Cinque Torri. Partiamo (a piedi) dalla base della seggiovia, e arriviamo dopo circa 1 ora al Rifugio Scoiattoli, in prossimità delle Cinque Torri.
Il panorama dalla terrazza del Rifugio, oltrepassa ogni cosa vista fin'ora. L'impatto visivo sulle mastodontiche Tofane, e in particolare la Tofana di Rozes, è semplicemente grandioso. Proseguendo, ci troviamo lungo il così detto sentiero delle trincee, particolarmente interessante dal punto di vista storico. Qui è possibile, infatti, scorgere numerose testimonianze, rimaste pressoché intatte, della Prima Guerra Mondiale: non solo trincee, ma anche magazzini di viveri, postazioni per mitragliatrici, postazioni per cannoni, e così via. Passeggiare lungo questi sentieri, dove sono state scritte importanti pagine di storia, circondati da panorami tanto stupefacenti, rende l'escursione unica nel suo genere. Ma non è finita. Oltrepassata la zona delle trincee, ci troviamo faccia a faccia con le Cinque Torri, da cui prende nome il luogo. A meno di cento metri di distanza, ci rendiamo conto della reale imponenza di questi giganteschi pilastri dolomitici, dalle forme peraltro quanto mai bizzarre che li rende di certo uno delle rivelazioni più sorprendenti e sbalorditive del nostro viaggio.
-Nono giorno
Approfittiamo del bel tempo per raggiungere, finalmente, dopo i vani tentativi dei giorni scorsi, la Terrazza delle Dolomiti. Così è denominata la maestosa balconata del Sass Pordoi, cui si giunge tramite funivia. E che funivia! Il ragguardevole dislivello di circa 800mt (da 2200 a 3000 circa) viene coperto in 5 minuti, e nell'ultimo tratto, di fronte la titanica parete del Pordoi, le funi raggiungono un'inclinazione quasi verticale! Già la sola esperienza della funivia vale, potremmo dire, l'intera giornata. Poi, quando si scende, e ci si affaccia...Beh, c'è poco da dire. Il titolo di Terrazza delle Dolomiti forse non rende giustizia a ciò che si ha di fronte, o meglio, tutto intorno, a 360°. Forse sarebbe più appropriato: Terrazza sul Mondo. Sì, perché probabilmente questo è il più bel panorama che abbia mai potuto ammirare. Non saprei neanche da dove cominciare, per fornire una descrizione che non rasenti il ridicolo rispetto alla realtà. Credo semplicemente una cosa: ogni essere umano al mondo, non dovrebbe mancare di poter provare, almeno una volta nella vita, ciò che ho provato io di fronte a questo spettacolo. Potrei fare dei nomi: Marmolada, Pelmo, Ortler, Pale di San Martino...fino ad elencare tutte le principale vette delle Dolomiti...E al di là di queste, potrei dire che l'intero orizzonte, su 360°, è un'unica, ininterrotta, compatta schiera di montagne innevate, e che il senso di spazi e distanze è tale da insegnare a qualsiasi “occhio normale” una nuova scala di grandezza...Potrei parlare dei pianori del Pordoi, estesi per centiania e centinaia di metri, oltre i 3000 metri, dove è possibile passeggiare con l'impressione di sfiorare il cielo. Ma nulla di tutto questo si avvicinerebbe alla realtà. Di certo in Hymalaya o in altri luoghi delle Terra, esistono panorami stupefacenti, ma sono convinto, senza ombra di dubbio, che la Terrazza delle Dolomiti entrerebbe nella top ten. Un consiglio: che amiate il mare o la montagna, ANDATECI.
(continua nella terza ed ultima parte)




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