giovedì 22 luglio 2010

Roma misteriosa

Una casa del Quartiere Coppedè


Data: 01-05 maggio 2010

Luoghi:di sosta: Camping LGP Roma in via Casilina

Lungo l'A24, in salita il camper ha deciso di costringerci a guardare il panorama. Verso Tornimparte siamo sui 45 all'ora. Sono sulla corsia di emergenza e non mi muovo di lì. Tutto sommato la lentezza del camper non si rivela un problema per me: trovo la guida molto più rilassante, e costringe la mente a non accorgersi del tempo che passa. E' un'ottima lezione di pazienza, e a lungo andare, invece di stancarmi, mi accorgo che mi rilassa, e riesco davvero a godermi il panorama. La domanda “quando si arriva?” è sostituita da “non c'è nessuna fretta, la fretta non esiste, la fretta è trasparente”.
Troviamo il camping senza particolari difficoltà. Appena arrivati, siamo martellati dal ritmo di salsa e bachata (discoteca all'aperto vicina al camping). Fortunatamente a mezzanotte la musica finisce e si dorme.
Il giorno seguente prendiamo il bus 105 che porta alla stazione Termini dopo 40 minuti di tragitto piuttosto estenuanti a causa del sovraffollamento (che a Roma ha raggiunto ormai livelli, a mio parere del tutto disumani).
Visitiamo la Galleria Spada, dove troviamo il corridoio prospettico del Borromini, meta consigliatami dal mio scrittore preferito, Michael Ende, ne “La prigione della libertà”. Dopo anni sono riuscito a capire a quale luogo si riferisse lo scrittore quando parlava del Corridoio di Borromeo Colmi. Altro non era, appunto, che il corridoio di Borromini nella Galleria Spada. L'illusione ottica è notevole, ma di gran lunga inferiore rispetto a quella che ho avuto nel Teatro Olimpico del Palladio, a Vicenza.
Visitiamo anche la pinacoteca, composta da alcune sale dove sono esposti numerosi quadri seicenteschi ed alcune sculture di varie epoche. Interessante un mappamondo, sempre del '600, interamente in legno.
Si torna in camping.
La notte in camper trascorre tranquilla. Il materasso appena acquistato fa il suo dovere, e si dorme davvero bene.

Il giorno seguente visitiamo il Quartiere Coppedè. Architetture bizzarre, oniriche, surreali, memorabili. Alcuni palazzi, e in particolare il famoso Arco d'ingresso, richiamano atmosfere magiche, gotiche, cupe, mentre altri sono un trionfo di luce e colori sgargianti. Osservando gli archetti, le colonne, le sculture, i disegni e gli altri ornamenti degli edifici, si ha l'impressione che l'architetto, oltre a sfogare genialità e fantasia, abbia voluto tramandare un quadro di misteriose simbologie e messaggi esoterici.
La nota negativa è che purtroppo il traffico di Roma è arrivato anche lì. Percorrere le strade del Quartiere circondati dal rombo delle auto è davvero la morte di ogni magia.

Il giorno seguente visitiamo il Cimitero dei Cappuccini, in via Veneto. La meta più affascinante, senza dubbio. Cinque sale colme delle ossa di 4000 frati morti alcuni secoli fa, disposte a formare disegni e simboli di tutti i tipi. Quel che più mi è rimasto impresso è stato uno scheletro adagiato in una nicchia, avvolto dal suo saio: il teschio era rivolto verso me e sembrava osservarmi. In quel momento ho avuto la certezza che quello scheletro non fosse il risultato dell'uomo che era stato, ma solo il suo scarto. L'uomo si è liberato dallo scheletro, dal suo corpo vecchio, ormai incapace di supportarlo, ed è migrato altrove. Molto suggestivo anche uno scheletro appeso sulla volta di una delle sale: in una mano aveva la falce, nell'altra la bilancia, a simboleggiare l'ineluttabilità della morte di fronte cui siamo tutti uguali.
Si continua con un giro a Piazza del Popolo, al Colosseo e al Vittoriano, dove sto per morire disidratato. Si fa poi un giro a Piazza di Spagna e Villa Borghese, dove mi accorgo per la prima volta della straordinaria varietà di piante presenti e rimango colpito dalla maestosità degli alberi che costellano i viali. Un luogo magnifico, superbo. Peccato per il solito, onnipresente, distruttivo rumore del traffico.

L'episodio più divertente: un edicolante che me ne ha dette di tutti i colori, sfoggiando la più squisita e genuina ignoranza romana (ah stronzzooo!!), poiché, a suo parere, dopo avergli chiesto informazioni su come raggiungere piazza Navona, non lo avrei ringraziato.
Nel complesso, una visita che ha privilegiato alcuni degli aspetti più cupi, magici e suggestivi di questa gloriosa città.
Roma è sempre Roma.




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