venerdì 26 novembre 2010

ORVIETO, C'ERA UNA VOLTA...TREMILA ANNI FA (prima parte)

Duomo di Orvieto: una delle massime espressioni d'arte gotica in Italia
Data: 17-18 settembre
Luogo di sosta: Parcheggio gratuito presso caserma, pochi minuti dal centro storico

E' proprio così. Le vicende legate ad Orvieto abbracciano ben tremila anni di storia, ed affondano le proprie radici nientemeno che nella cultura etrusca. Un'avvertenza: questo post è piuttosto lungo, ho provato a farne un sunto, ma le cose da dire sono veramente tante, e per la loro importanza e peculiarità non meritavano a mio parere minor spazio di quanto gli ho dedicato. Per questo ho deciso di dividerlo in due parti.
Iniziamo...
Troviamo parcheggio in un'ampia area di sosta gratuita a poche centinaia di metri dal centro storico, e nel primo pomeriggio iniziamo la visita di questa cittadina che ci offrirà non poche sorprese. Benché il numero degli abitanti sia il medesimo di Narni e Todi, rispetto ad esse il primo impatto è quello di una città decisamente più viva e in fermento: le vie del centro storico pullulano di gente, in buona parte turisti, che si aggirano fra negozi caratteristici, locali, pizzerie, grandi botteghe artigiane e così via. Un contesto molto più 'urbano' dunque, privo dei vicoletti silenti di Todi e, soprattutto, di Narni.
Non dovremo attendere molto prima di rimanere letteralmente a bocca aperta di fronte quello che è considerato uno dei massimi capolavori d'arte gotico-romana in Italia: il Duomo. L'impressionante mole della cattedrale spunta improvvisamente dal vicolo che percorriamo, e una volta raggiunto il piazzale da cui si ammira facciata, si rimane letteralmente abbagliati. E' una di quelle opere d'arte che, a mio parere, nessuno, e dico, nessuno dovrebbe mai perdere occasione di guardare con i proprio occhi. Non aggiungo altro. Nel descrivere una tale magnificenza, nel tentare di offrire una vaga idea della ricchezza delle decorazioni, dell'imponenza dei portali e dei pinnacoli, dell'armonia dei colori, parole e aggettivi risulterebbero goffi e riduttivi. Posso soltanto dire che, nella mia personale esperienza, soltanto il Duomo di Milano, di Firenze e di Siena, hanno suscitato un eguale senso di stupore e ammirazione. Si tratta di alcune delle più grandi opere partorite dall'umanità. A chiunque dovrebbe essere dato modo e tempo di visitarle.
L'interno della cattedrale non è certo da meno. La struttura è divisa in tre navate sorrette da pilastri policromi: così come per l'esterno della cattedrale, si alternano il bianco e il grigio dei filari di basalto e travertino. Nella parte absidale, la solida impronta romanica cede il passo alla sontuosità gotica. Una colossale quadrifora decorata si staglia sopra il coro, circondata da una splendida serie di affreschi trecenteschi. Lo slancio verticale tipico dell'architettura gotica è impressionante, così come gli altari marmorei, le sculture di Ippolito Scalza, per non parlare della cappella di San Brizio, affrescata in parte dal celebre artista noto come Beato Angelico.
Ma le meraviglie di Orvieto non si limitano al Duomo. Ho potuto infatti assistere anche ad altri spettacoli, peraltro davvero inconsueti, di cui parlerò nella seconda parte del post, che sarà pubblicata a giorni: ne consiglio vivamente la lettura!




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